IVANOE ZAVAGNO, la selva incantata del colore

I mosaici e i dipinti del maestro spilimberghese in mostra nel salone abaziale di Sesto al Reghena

Articolo comparso su "Il Messaggero Veneto" del 19 novembre 2007 ad opera di Licio Damiani

Avvolge il visitatore, nel salone della foresteria abbaziale di Santa Maria di Sesto al Reghena, la grande parata di mosaici e dipinti di Ivanoe Zavagno, visitabile fino a sabato 1° dicembre. L'intreccio di colori fondi, come notturni, trapassati da rotanti accensioni, da splendori d'oro e di rubino, di smeraldo e lapislazzulo, finisce per smaterializzarsi in fulgori di luce, in vortici esaltanti, in una sorta di tunnel incantato. La produzione di Zavagno non segue un percorso lineare. Ha bagliori, fughe, ritorni istintivi dettati da esigenze ulteriori, dagli impulsi forti del sentimento, condizionati da un sempre imprevedibile stato emozionale.

Il tessuto connettivo, il supporto - potremmo dire - è dato dall' esperienza musiva, dalla quale ha preso avvio tutta l'avventura creativa dell'artista, erede di una tradizione gloriosa e antichissima. Il mosaico come aggregato materico che, quasi per sortilegio, si traduce in tessuto d'arcobaleno: sublimato empito visionario ed epifania dello spirito, a volte di una asprezza selvaggia, rude e tagliente, altre volte piegato su modulazioni sontuose. 

I mosaici, ricchi di dionisiaca tensione e di un qual malinconico mistero, costituiscono l'asse portante della rassegna. Sono saettamenti, irraggiamenti di forme desunte per sintesi dalla natura, ma anche scaturite dalla mente, dalla fervida accensione della fantasia Sono incastri, compenetrazioni, sovrapposizioni di paste vitree, di scarti recuperati dai forni di lavorazione simili a blocchi di pietre dure tratti da vene preziose, di frammenti di rosea pietra di Verona, di marmi, di smalti scintillanti, di frammenti di sasso e di materiali ferrosi, goduti nella loro "cantante" tattilità, trasformati in partiture di larghe sinfonie visive. La cultura musicale dell'autore, con le leggi dell'armonia, della melodia, del contrappunto, si traduce figurativamente in ritmiche scansioni di segni e di cromatismi, in "selva incantata", in dinamiche tensioni, in gorghi di scintillii smaglianti. E la tecnica artigiana approda a una multiforme estrosità pittorica.

Sull'humus nativo del mosaico spilimberghese Zavagno ha innestato l'attenzione e l'interesse per le vicende della pittura contemporanea, per le avanguardie - dal futurismo al cubismo, dall'informale al gestualismo espressionista - articolate peraltro in, un mai interrotto rapporto con la tradizione. Anche nelle opere più recenti, come gli scintillanti Fondali marini, il tessellato grezzo e robusto è percorso da un fluire cangiante di golosità materiche dal forte impatto visivo. Quasi che il ricordo delle decorazioni di Bisanzio, dei gemmei arazzi veneziani, si dilati in un'onirica atmosfera fiabesca e fastosa che avvolge, con seducenti effusioni, lo spazio, divenendo traccia ineffabile di un' emozione. Su queste tracce la pittura, germinata dalla tessitura musiva, si fa caleidoscopio nel quale rifrangere, deformare, moltiplicare le tracce di ascendenza verista, irreggimentarle razionalmente nei segni della geometria, travolgerle nel vento impetuoso della passione figurale.

Impressioni vaghe del reale - ma più che di impressioni potremmo parlare di echi, di sensazioni, di pulsioni ambientali -vengono riportate pittoricamente sulla tela con impetuose scansioni cinetiche fitte di intarsi, di intrecci, di segmenti retti e curvilinei. Dipinti quali II mascherone, Carbone per vite umane, Arlecchino metafìsico, La predica del Savonarola, La tomba di Bacco si accendono di barbagli, di infuocate "stracciature" di luce, di un brulicare e ribollire di forme indistinte come nel fondo di un calderone stregato, o si impongono in un silenzio sospeso di vetrata. Riflessi di laguna si direbbe composto sui metri turbinosi di Emilie Vedova, Eccìtazione ha impennate espressioniste alla Munch. In altre tele l'annodarsi di ritmi curvilinei lascia affiorare come un'eco lontana delle rotazioni futuriste di Balla. Infine, nell' Omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatìne e in Esodo dal Kosovo l'artista trasfigura con forte passione civile le tragedie della storia in risonanza sconvolta dello spirito